“Essenziale” è il titolo dell’ultimo e 17° album di Massimo Priviero, storica voce del Rock italiano che ha saputo conservare tutta la sua genuina e graffiante pasta, la stessa che ha caratterizzato i suoi 30 anni di carriera. “Essenziale” è un titolo ma è anche una dichiarazione: le canzoni-tutte firmate da Massimo, si spogliano delle chitarre elettriche e si costruiscono attorno alla sostanza, all’importanza del testo e dell’interpretazione vocale. Un album rock alla Dylan, alla Springsteen, senza alcun timore di andare controcorrente, di dichiararsi “senza tempo”. La tracklist risulta ricca di poesia anche dagli stessi titoli dei brani. Un album pensato e realizzato in piena pandemia , con arrangiamento sì, essenziale, ma che non si priva dell’energia di una sezione ritmica, un pieno strumentale, o da cori epici e popolari che collocano ancora di più questo disco nel Rock d’autore.
Cosa è accaduto in Italia dal febbraio 2020? Come si sono organizzati artisti, scrittori, autori, musicisti? Cosa ha prodotto la cultura negli anni delle pandemie e delle guerre? Alla città dei narratori si discute del futuro della cultura con alcuni ospiti del festival.
Daniele Biacchessi è giornalista, scrittore, conduttore radiofonico, autore e interprete di teatro di narrazione, regista e produttore cinematografico. E’ direttore editoriale di Giornale Radio, direttore di Radio On, responsabile della collana Contastorie di Jaca Book e Presidente dell’Associazione Arci Ponti di memoria. È stato caporedattore di Radio24-Il Sole24ore. E ancora prima ha lavorato per Rai, Italia Radio, Radio Regione, Radio Lombardia, Radio Popolare. È autore di 40 libri d’inchiesta e di narrazione su terrorismo, ambiente, mafie, Resistenza e Storia contemporanea. Il suo ultimo libro è “I nuovi poveri. Inchiesta su disuguaglianze, conversioni ecologiche, mondi possibili” per Jaca Book, collana Contastorie. Sul piano cinematografico ha prodotto, scritto e diretto numerosi film indipendenti e di successo, tutti finanziati in crowdfunding e in collaborazione con l’illustratore Giulio Peranzoni, distribuiti attraverso supporti digitali (box dvd e download), e diffusi tramite centinaia di proiezioni pubbliche in Italia e in Europa (Parigi, Lussemburgo, Bruxelles).
Gabriele Vacis nel 1980 si laurea in Architettura al Politecnico di Torino. Con gli stessi amici, a cui si aggiungono Roberto Tarasco, Adriana Zamboni e Mariella Fabbris, nel 1982 fonda il Laboratorio Teatro Settimo. I primi spettacoli, Citrosodina e Kanner puro diventano piccoli classici del teatro ragazzi. Il primo spettacolo “adulto”, Signorine, è un intreccio di storie di immigrazione. Esercizi sulla tavola di Mendeleev, nel 1984, impone il teatro di Vacis al pubblico e alla critica nazionale ed internazionale. Nel 1985 Elementi di struttura del sentimento vince importanti premi e riconoscimenti, segnando il ritorno della narrazione a teatro. Nello stesso periodo Vacis lavora sulle relazioni tra teatro e urbanistica redigendo il Piano di Ambiente culturale per la città di Settimo Torinese, che prevede la pedonalizzazione del centro storico e il riutilizzo di vecchie fabbriche in spazi per la cultura. Negli anni ottanta promuove e dirige festival teatrali come Assedio e Viaggio in Italia. Nel 1988 inizia ad insegnare alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Del 1989 è la sua prima regia lirica: L’alfiere opera contemporanea di Siegfried Matthus. Dei primi anni novanta è la rivisitazione dei classici: La storia di Romeo e Giulietta da Shakespeare (1991) e Villeggiatura da Goldoni (1993), rivelano uno stile fondato sul racconto dei grandi testi piuttosto che sulla loro messinscena. Negli anni novanta, con Il racconto del Vajont e gli spettacoli su Olivetti, Vacis è uno dei creatori del Teatro di narrazione. Il narratore senza orpelli, nello spazio vuoto, diventa fenomeno che influenza profondamente la comunicazione, dal teatro alla televisione, dal giornalismo alla politica. Dopo essersi messo in scena in ’Totem, Vacis, nel 1999 conduce 42º parallelo, una serie di trasmissioni televisive dedicate alla letteratura del Novecento. Nel 1996 ha ricevuto il Premio per la Regia dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Nel 2000 Fenicie, da Euripide, è il risultato di un lungo percorso pedagogico verso un teatro “compositivo”, in cui sono gli attori stessi ad improvvisare lo spettacolo. Il lavoro rivela anche La Schiera, tecnica di formazione e allenamento dell’attore fondata sull’ascolto ideata e usata da Vacis. Nel 2002, dopo vent’anni, il Teatro Settimo viene acquisito dal Teatro Stabile di Torino. Vacis assume il ruolo di regista stabile La prima realizzazione, ’Domande a Dio diventerà ’Torino Spiritualità, festival annuale della città di Torino che richiama personalità e pubblico da tutto il mondo. Tra il 2006 e il 2007 dirige grandi eventi come la Cerimonia Inaugurale delle Olimpiadi invernali di Torino. Questi allestimenti urbani recuperano l’esperienza spettacolare dei primi spettacoli del Teatro Settimo, in particolare di Esercizi sulla tavola di Mendeleev. Dal 2008 lavora alla fondazione del Teatro Regionale Alessandrino di cui è direttore artistico. Alla fine degli anni 2000 l’interesse di Vacis si rivolge al cinema e all’intreccio dei linguaggi a scopo pedagogico. Il docufilm Uno scampolo di paradiso vince il Premio della Giuria al Festival di Annecy. Dal 2008 dirige il progetto TAM (Teatro e Arti Multimediali) con il Palestinian National Theatre a Gerusalemme e il progetto La paura Sicura che coniuga teatro, cinema e nuovi media. Dal 2018 al 2021 è stato direttore della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino.
Tiziana Di Masi inizia la carriera nel 1998, alternando l’attività di attrice scritturata con spettacoli sul recupero della memoria storica. Contemporaneamente, dal 2000 al 2007, porta avanti un’intensa attività autoprodotta di teatro ragazzi. Dal 2007 al 2009 si spinge nell’ambito gastronomico con produzioni innovative legate alla cultura e alla storia del cibo, con Massimo Montanari e Carlo Lucarelli. Nel 2008 porta in scena, con la chef Aurora Mazzucchelli e la maitre Benedetta De Prà, “Escargot e… brachetto!?!, prima commedia sull’alta cucina interpretata da sole donne. Dal 2008, Tiziana Di Masi indirizza il proprio teatro civile verso la promozione attiva di una cultura della legalità, collaborando con il giornalista d’inchiesta Daniele Biacchessi e il pianista Gaetano Liguori. Nel 2010, in collaborazione con l’associazione Libera, avvia un progetto di teatro civile-gastronomico che diventerà uno spettacolo, Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida, sulla storia delle cooperative di Libera Terra, tuttora in scena e con all’attivo circa 170 repliche effettuate in tutta Italia. Nel 2011 mette a punto un format innovativo che coniuga narrazione teatrale e inchiesta giornalistica, Voce alle parole – alla scoperta del giornalismo d’inchiesta che “minaccia” le mafie. Dal 2011 è nel direttivo di Arci Ponti di Memoria, il primo network in Italia che riunisce giornalisti, scrittori, artisti e musicisti impegnati sul tema della memoria e dell’impegno sociale. Nel 2013 debutta il suo ultimo spettacolo, Tutto quello che sto per dirvi è falso, dedicato al tema della contraffazione e del mercato del falso, promosso da Regione Veneto e patrocinato da alcune delle principali istituzioni (Commissione europea, ministero dello Sviluppo economico) e associazioni nazionali ed europee nell’ambito produttivo, della tutela dei consumatori e dei lavoratori.
Kay Mc Carthy viene considerata l’ambasciatrice del folk irlandese in Italia. Nasce a Dublino ma si trasferisce a Roma, dove si sposa con il musicista Piero Ricciardi e prende la cittadinanza italiana[2]. Negli anni settanta comincia a presentare la sua personalissima “Irlanda in musica” e la cultura gaelica dell’isola, prima al pubblico del Folkstudio di Roma, poi, al pubblico di ogni regione d’Italia; incide il suo primo 33 giri nel 1978.. Nel 1982 pubblica il secondo album per l’RCA Italiana ed effettua un tour come supporto dei Chieftains. Il terzo album viene pubblicato nel 1995, mentre il quarto è allegato al settimanale Avvenimenti e supera le centomila copie vendute. Dopo il cambio di casa discografica ed il passaggio alla Storie di note incide un album nel 2004 e l’anno seguente pubblica il suo primo live; successivamente viene pubblicata dalla sua vecchia etichetta una raccolta di suoi brani, Quintessence. Nel 2013 per la prima volta Kay McCarthy canta in italiano, pubblicando l’album L’amore tace. Laureata in storia moderna e in lingua e letteratura italiana in Irlanda, in lingue e letterature moderne in Italia, accompagna i suoi numerosissimi concerti con il suo gruppo The Kay McCarthy Ensemble e recital in duo con Piero Ricciardi, percussionista dell’Ensemble, con commenti sagaci, ben-informati, spesso ironici, sugli irlandesi e la loro controversa storia plurisecolare. Tuttora vive a Montefiascone.
Elena Guerrini nasce a Grosseto, è attrice e autrice, performer, regista e scrittrice. Ha frequentato il D.A.M.S. di Bologna dove si è laureata in Metodologia della Critica dello Spettacolo, iniziando gli studi attorali seguendo nel 1993 il Seminario per il Programma Erasmus condotto da Paolo Franzato. Per un anno ha studiato Film and Communication Studies alla Coventry University in Inghilterra. In seguito è stata allieva di Leo De Bernardinis, Marco Baliani, Thierry Salmon, Danio Manfredini, Judith Malina, Gregory Glady, Dario Fo, Franca Rame, Yoshi Oida, Luca Ronconi, Wim Vandekeybus. Ha collaborato con le maggiori realtà di teatro ricerca italiane, iniziando la carriera nel 1994 con il Teatro Valdoca di Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri, nello spettacolo Ossicine (1994) e in Fuoco Centrale (1995), debuttando al festival di Santarcangelo. Ha fatto parte come attrice-creatrice della compagnia di Pippo Delbono in tutti gli spettacoli da Barboni (premio UBU) a Urlo, con tournée in Sudamerica, Canada, Russia, nei teatri di Parigi, Israele e Palestina. Ha partecipato a film di Pupi Avati, Pappi Corsicato, Giuseppe Bertolucci, Alfonso Arau e di Paolo Virzì. Scrive e racconta le sue narrazioni di teatro civile.
Tiziana Di Masi e Andrea Guolo presentano il libro e lo spettacolo ” #Iosiamo. Storie di volontari che hanno cambiato l’Italia (prima, durante e dopo la pandemia”. A seguire le testimonianze delle associazioni del territorio: Cic, Piccola Galleria, Liberavoce, Est Film festival, Avis, Aman, Solidarietà Falisca.
I volontari in Italia sono circa 6 milioni. Si occupano di ogni tipo di bisogno, povertà ed emergenza. Dal 2018, Tiziana Di Masi (attrice) e Andrea Guolo (autore) portano in scena in tutto il Paese lo spettacolo teatrale #Iosiamo: dal debutto al Teatro Elfo Puccini (Milano) ai teatri di oltre 30 città. Parti dello spettacolo sono state rappresentate anche al Senato della Repubblica (9 novembre 2019) e a Padova per la presentazione della città come Capitale europea del volontariato, con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (7 febbraio 2020). Ora lo spettacolo continua, in altre città italiane. Di cosa parla #Iosiamo? Racconta storie vere di personaggi, associazioni, sportelli, centri di accoglienza, centri di ascolto… in tutto il Paese. Dodici capitoli, dodici aspetti diversi dell’aiuto a chi è più debole, a chi si vede negare i propri diritti, a chi deve ricostruire la propria vita, a chi ha bisogno di sostegno nella malattia e nelle calamità naturali, ai bambini, al patrimonio artistico del nostro Paese. Dodici appelli a ciascuno di noi, per unirci, nei limiti delle nostre possibilità, a questo meraviglioso “esercito del bene”.
Dopo la colazione, all’Enoteca provinciale Luca Perri presenta la proiezione del film “Infodemic. Il virus siamo noi”
Dal concetto di “Infodemia” parte il documentario a cura di Luca Perri, astrofisico e divulgatore scientifico, e Barbascura X, anch’egli divulgatore scientifico, nonché scrittore e youtuber.
infodemia s. f. Circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili.
La prima parte dell’indagine in Infodemic si concentra esattamente su questa circolazione incontrollata di informazioni. L’elemento di innesco non può che essere la pandemia di Covid-19 che ha colpito il mondo nel 2020. Bergamo è il punto di partenza perfetto per analizzare questo controverso fenomeno di cui facciamo inconsciamente le spese ogni giorno. In compagnia di Alessandro Masala, opinionista politico e creatore di Breaking Italy, la coppia di divulgatori si addentra nell’arzigogolato panorama delle fake news, scoprendone l’impatto devastante che possono avere anche a livello storico. L’assurdo scetticismo riguardo le vittime del virus di Bergamo, mostra quanto le persone possano essere facilmente influenzate dalle teorie del complotto che serpeggiano sul web. Un altro caso portato in esame è la famosa teoria secondo la quale l’uomo non sarebbe mai arrivato sulla Luna, per il quale approfondimento viene interpellato l’ormai celebre astronauta italiano Luca Parmitano.
Tale preoccupante malleabilità mentale delle masse, diviene uno strumento nelle mani dei politici e dei mass media. Il discorso vaccini, intrapreso con la partecipazione della giornalista Roberta Villa , espone tutte le criticità a cui questa incapacità di decifrare le informazioni ha sopposto il genere umano nel corso della sua evoluzione scientifica. Lo sforzo di razionalità è ciò che serve per districarsi nella giungla delle notizie ed individuare il frammento di verità che può aiutarci a capire parte delle situazioni che ci circondano.
A Venezia termina la prima parte del documentario, il cui focus si sposterà nel suo secondo tempo sul tema del riscaldamento globale. I danni ambientali, economici e sociali causati da quello che attualmente è il problema più impellente del nostro pianeta vengono messi sotto la lente di ingrandimento, prima a livello teorico e successivamente con una terapia d’urto visiva che vuole scuotere la coscienza dello spettatore. Barbascura X e Luca Perri decidono di condurre il viaggio di Infodemic, per il suo tetro gran finale, sul Bernina, precisamente ai piedi del ghiacciaio del Morteratsch. Accompagnati da Serena Giacomin, meteorologa e climatologa, ci metteranno difronte alle nostre colpe e a quelle dei nostri padri che portano sulle spalle il peso di aver ignorato le grida d’aiuto di un pianeta morente. Le ferite che la Terra porta su di sé forse sono ormai insanabili, eppure l’uomo egoisticamente ancora non comprende quanto sarà amaro il conto che dovrà saldare con il futuro che verrà.
Ritorno al fuoco è il 14º album della band rock italiana dei Gang, pubblicato nel 2021, il terzo prodotto da Jono Manson, dopo Sangue e cenere e Calibro 77. Il disco è stato completamente autofinanziato attraverso il crowdfunding: in 90 giorni di raccolta fondi i Gang raggiungono i 1611 co-produttori e raccolgono 72945 €, superando il precedente record italiano che apparteneva a Nicholas Fantini, in arte Egreen.
Con la partecipazione straordinaria di “Comandante” Gianluca Spirito dei Modena City Ramblers.
Giancarlo Breccola e Mariolina Scavera discutono del caso della morte di Duccio Galimberti che porta a Montefiascone.
Gino Marchitelli presenta “Delitto in piattaforma”.
Anni ’80. Un giovane tecnico milanese viene assunto dalla Energy Oil e inviato a lavorare su una piattaforma petrolifera nel mare Adriatico. Una volta arrivato a bordo, in elicottero, scopre turnazioni estenuanti, un lavoro di estrema pericolosità, spazi angusti e convivenza difficile tra i lavoratori. Un non-luogo dove possono nascere profonde amicizie, terribili rivalità e invidie pericolose. Scoprendo che la maggior parte dei giovani lavoratori sono assunti con contratti di lavoro precario e soggetti al ricatto dei padroni del petrolio, Marco Radelli intraprende un percorso di impegno personale militante. Eletto delegato sindacale della piattaforma Camaleonte II, e divenuto attivista di un’organizzazione della sinistra extraparlamentare, dimostra l’illegittimità dei contratti di lavoro sottoscritti anche dalle stesse organizzazioni sindacali… Intanto, uno strano personaggio sbarca in incognito sull’impianto mentre è in arrivo una terribile tempesta. Durante la notte un tecnico della piattaforma cade in mare e affoga. In attesa delle autorità, bloccate dal maltempo, Radelli indaga sulla misteriosa morte del collega…
Adele Marini propone ” Italia da morire”
Anita Garibaldi – Ippolito Nievo – Camillo Benso Conte di Cavour – Generale Alberto Pollio – Giacomo Matteotti – Antonio Gramsci – Italo Balbo Sette protagonisti la cui morte è ancora oggi avvolta nel mistero Cent’anni di storia rivisitati in forma di noir con il supporto dei documenti ufficiali La nostra storia è costellata di strane morti, decessi improvvisi, improbabili malori, incidenti fatali. È andata davvero così? Questo è ciò che racconta la verità ufficiale sui sette protagonisti di Italia da morire. Ma è una verità parziale, spesso costruita per occultare trame, interessi e giochi di potere. Serve allora ripercorrere queste storie mettendo finalmente insieme tutti i tasselli del puzzle. Scopriremo così che Anita Garibaldi, la compagna dell’Eroe dei due mondi, è stata probabilmente strangolata o sepolta viva e che Antonio Gramsci sarebbe stato scaraventato giù dalla finestra della clinica in cui era ricoverato. Ben più che semplici sospetti. In questa riscrittura noir ma rigorosamente autentica e documentata, ogni vittima è trattata come il protagonista di un romanzo poliziesco, ogni vicenda è raccontata come un’inchiesta sul campo. Dietro a ciascun episodio c’è la volontà di arrivare a una soluzione del caso, proprio come nelle indagini di polizia, attraverso la ricerca delle prove o l’analisi degli indizi effettuate il più possibile sulle fonti primarie: i documenti ufficiali, le testimonianze dei contemporanei e le sentenze dell’epoca, senza trascurare gli articoli apparsi sui quotidiani e le ricostruzioni degli autori che hanno trattato gli eventi nei loro saggi. Non è un caso se talvolta, con le investigazioni sulle fonti, accade di arrivare a verità diverse e insospettabili, perché chi aveva interesse a occultare, a nascondere, a mentire, non sempre è riuscito a cancellare tutti gli indizi. Verità che permettono di restituire alle vittime la dignità di un’esistenza interrotta non dal destino, ma dalla volontà degli uomini.
Virginia Piccolillo del Corriere della sera presenta il libro “Apnea. 8 vigili del fuoco e l’impresa mai raccontata”
“Siamo finalmente saliti in cima alla nave, ma non è facile starci. La nave dà grossi scossoni e restare in piedi sulla murata liscia come una lastra di ghiaccio è complicato. Il rumore del ferro che striscia contro la roccia è un gemito che dice tutto. La nave sta andando a fondo. Non so che fine faremo.” Albi. Andre. Bartolo. Beppe. Bronco. Lallo. Massi. Trap. Sono i soprannomi degli otto pompieri saliti a bordo della Costa Concordia mentre imbarcava acqua dopo un inchino suicida a soli novanta metri dall’isola del Giglio, all’altezza degli scogli della Gabbianara. Era il 13 gennaio 2012, ultima tappa della crociera “Profumo d’agrumi”. In Apnea, per la prima volta, la tragedia della Concordia viene raccontata dalla viva voce di chi ha strappato a morte certa centinaia di persone ferite, intrappolate, smarrite e in molti casi abbandonate a loro stesse durante le manovre di evacuazione. Nessuno di quei vigili del fuoco altamente specializzati vuole oggi sentirsi chiamare eroe, perché chi fa quel mestiere è allenato nel corpo e nella mente ad affrontare situazioni drammatiche e lo vive come la normalità. Eppure leggendo le gesta di questi uomini, resi ciechi dal buio della notte e frustati dal mare mosso, è evidente che hanno compiuto qualcosa di eccezionale, di totalmente al di fuori della norma. Mentre l’enorme scafo della Concordia scivolava verso il fondo del mare con scricchiolii e spaventosi tonfi, in completo blackout e inclinata sul lato di dritta, i nove pompieri hanno dato anima, cuore e braccia per individuare e soccorrere tutti i sopravvissuti che non erano riusciti a mettersi in salvo dopo l’ordine di abbandonare la nave. Sempre in squadra, lavorando senza tregua, senza rifiatare un solo istante, ricorrendo anche alla fantasia di fronte agli ostacoli imprevedibili, trascinando di peso persone immobilizzate e terrorizzate, Albi, Andre, Bartolo, Beppe, Bronco, Lallo, Massi, Trap hanno soccorso, aiutato e liberato gli involontari prigionieri del disastro nautico, fermandosi solo quando il loro comandante ha decretato la fine dell’operazione. A distanza di dieci anni dall’evento gli otto co-protagonisti, insieme al loro comandante, svelano cosa è successo veramente dentro le viscere della Costa Concordia, una città galleggiante che trasportava oltre quattromila persone fra passeggeri e personale di bordo. Un racconto corale coinvolgente, emozionante, tremendamente vero, che fino a ora è rimasto silenziosamente custodito soltanto nei loro cuori, in un’apnea della memoria.
I saluti del sindaco di Montefiascone Giulia De Santis e del consigliere delegato alla cultura Renato Trapè.
La sostenibilità, la sovranità alimentare, il cambiamento climatico, la fame, le guerre, le soluzioni.
Nora McKeon presenta il suo libro “Food governance”. Daniele Biacchessi presenta il libro “I nuovi poveri. Inchiesta sulle disuguaglianze, conversioni ecologiche, mondi possibili”.
Con un intervento sull’ecologia integrale di Mons. Fabio Fabene.
L’80% del cibo che arriva sulle nostre tavole, spiega Nora McKeon, passa attraverso i mercati territoriali. Sono realtà comunitarie, nate in modo spontaneo grazie a piccoli produttori. I loro effetti sulle economie locali sono di lunga durata. In Italia vivono infatti di agricoltura almeno 3,5 milioni di persone e i piccoli produttori rappresentano il 71% del totale delle aziende agricole. Eppure, le politiche pubbliche a livello nazionale (e internazionale) privilegiano in modo schiacciante l’agricoltura industrializzata. Perché?
27 e 28 maggio ore 22, due tra oi più grandi protagonisti della canzone di impegno civile saranno sul palco del festival “Città dei narratori”.
La passione, le emozioni, la rabbia, la denuncia e l’amore per il loro pubblico renderanno la loro presenza a Montefiascone un vero e proprio evento culturale.
Il 27 maggio con i Gang ci sarà anche “Comandante” Gianluca Spirito dei Modena City Ramblers.
ore 17 La sostenibilità, la sovranità alimentare, il cambiamento climatico, la fame, le guerre, le soluzioni. Nora McKeon presenta il suo libro “Food governance”. Daniele Biacchessi presenta il libro “I nuovi poveri. Inchiesta sulle disuguaglianze, conversioni ecologiche, mondi possibili”. Con un intervento sull’ecologia integrale di Mons. Fabio Fabene.
Sceneggiatura – Carlo Barbieri e Daniele Biacchessi
Illustrazioni – Giulio Peranzoni
Voci narranti e recitanti – Daniele Biacchessi, Tiziana Di Masi, Francesco Gerardi, Paola Roccoli
Musiche – Gaetano Liguori, Gang, Modena City Ramblers, Andrea Sigona, Daniele Biacchessi
Fotografia – Letizia Battaglia (Giovanni Falcone), Giorgio Salvatori e Carlo Barbieri (le cooperative di Libera Terra), Lucio Cavicchioni (il popolo di Libera), Dino Fracchia (reportage a Corleone)
Riprese – Multicoopter drone (droni), Daniele Biacchessi, Claudio Strano (testimonianza di Don Luigi Ciotti), Paolo Colangeli (Paola Roccoli legge Leonardo Sciascia),
Immagini di archivio – Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e democratico (Amood), Archivio Storico della Cgil, immagini tratte dal video di scena dello spettacolo “Quel giorno a Cinisi” di Daniele Biacchessi e Gaetano Liguori
Crowdfunding del film – Produzioni dal basso/ Network Ponti di memoria (1 settembre 2021-2 aprile 2022)
Cover Box dvd e postproduzione – Luca Guerri
Un film realizzato con il contributo di Coopfond, fondo mutualistico di Legacoop, con il patrocinio del Comune di Corleone. e con la collaborazione di Coop Alleanza 3.0, Coop Lombardia, UnicoopTirreno, Consorzio Libera Terra Mediterraneo, Agenzia Cooperare con Libera Terra, Associazione Arci Ponti di memoria, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e democratico, Archivio Storico della Cgil, Jaca Book, Multicoopter drone.