28 maggio 2022 ore 20,30 Il futuro della cultura alla Città dei narratori

Montefiascone Rocca dei Papi

Ingresso gratuito Obbligo di mascherine FFP2

Lo stato generale del teatro e della cultura in tempo di pandemia con Daniele Biacchessi , Gabriele Vacis , Letizia Bernazza e Limina rivista Tiziana Di Masi Kay McCarthyGino Marchitelli, Elena Guerini.

Cosa è accaduto in Italia dal febbraio 2020? Come si sono organizzati artisti, scrittori, autori, musicisti? Cosa ha prodotto la cultura negli anni delle pandemie e delle guerre? Alla città dei narratori si discute del futuro della cultura con alcuni ospiti del festival.

Daniele Biacchessi è giornalista, scrittore, conduttore radiofonico, autore e interprete di teatro di narrazione, regista e produttore cinematografico. E’ direttore editoriale di Giornale Radio, direttore di Radio On, responsabile della collana Contastorie di Jaca Book e Presidente dell’Associazione Arci Ponti di memoria. È stato caporedattore di Radio24-Il Sole24ore. E ancora prima ha lavorato per Rai, Italia Radio, Radio Regione, Radio Lombardia, Radio Popolare. È autore di 40 libri d’inchiesta e di narrazione su terrorismo, ambiente, mafie, Resistenza e Storia contemporanea. Il suo ultimo libro è “I nuovi poveri. Inchiesta su disuguaglianze, conversioni ecologiche, mondi possibili” per Jaca Book, collana Contastorie. Sul piano cinematografico ha prodotto, scritto e diretto numerosi film indipendenti e di successo, tutti finanziati in crowdfunding e in collaborazione con l’illustratore Giulio Peranzoni, distribuiti attraverso supporti digitali (box dvd e download), e diffusi tramite centinaia di proiezioni pubbliche in Italia e in Europa (Parigi, Lussemburgo, Bruxelles). 

Gabriele Vacis nel 1980 si laurea in Architettura al Politecnico di Torino. Con gli stessi amici, a cui si aggiungono Roberto Tarasco, Adriana Zamboni e Mariella Fabbris, nel 1982 fonda il Laboratorio Teatro Settimo. I primi spettacoli, Citrosodina e Kanner puro diventano piccoli classici del teatro ragazzi. Il primo spettacolo “adulto”, Signorine, è un intreccio di storie di immigrazione. Esercizi sulla tavola di Mendeleev, nel 1984, impone il teatro di Vacis al pubblico e alla critica nazionale ed internazionale. Nel 1985 Elementi di struttura del sentimento vince importanti premi e riconoscimenti, segnando il ritorno della narrazione a teatro. Nello stesso periodo Vacis lavora sulle relazioni tra teatro e urbanistica redigendo il Piano di Ambiente culturale per la città di Settimo Torinese, che prevede la pedonalizzazione del centro storico e il riutilizzo di vecchie fabbriche in spazi per la cultura. Negli anni ottanta promuove e dirige festival teatrali come Assedio e Viaggio in Italia. Nel 1988 inizia ad insegnare alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Del 1989 è la sua prima regia lirica: L’alfiere opera contemporanea di Siegfried Matthus. Dei primi anni novanta è la rivisitazione dei classici: La storia di Romeo e Giulietta da Shakespeare (1991) e Villeggiatura da Goldoni (1993), rivelano uno stile fondato sul racconto dei grandi testi piuttosto che sulla loro messinscena. Negli anni novanta, con Il racconto del Vajont e gli spettacoli su Olivetti, Vacis è uno dei creatori del Teatro di narrazione. Il narratore senza orpelli, nello spazio vuoto, diventa fenomeno che influenza profondamente la comunicazione, dal teatro alla televisione, dal giornalismo alla politica. Dopo essersi messo in scena in ’Totem, Vacis, nel 1999 conduce 42º parallelo, una serie di trasmissioni televisive dedicate alla letteratura del Novecento. Nel 1996 ha ricevuto il Premio per la Regia dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Nel 2000 Fenicie, da Euripide, è il risultato di un lungo percorso pedagogico verso un teatro “compositivo”, in cui sono gli attori stessi ad improvvisare lo spettacolo. Il lavoro rivela anche La Schiera, tecnica di formazione e allenamento dell’attore fondata sull’ascolto ideata e usata da Vacis. Nel 2002, dopo vent’anni, il Teatro Settimo viene acquisito dal Teatro Stabile di Torino. Vacis assume il ruolo di regista stabile La prima realizzazione, ’Domande a Dio diventerà ’Torino Spiritualità, festival annuale della città di Torino che richiama personalità e pubblico da tutto il mondo. Tra il 2006 e il 2007 dirige grandi eventi come la Cerimonia Inaugurale delle Olimpiadi invernali di Torino. Questi allestimenti urbani recuperano l’esperienza spettacolare dei primi spettacoli del Teatro Settimo, in particolare di Esercizi sulla tavola di Mendeleev. Dal 2008 lavora alla fondazione del Teatro Regionale Alessandrino di cui è direttore artistico. Alla fine degli anni 2000 l’interesse di Vacis si rivolge al cinema e all’intreccio dei linguaggi a scopo pedagogico. Il docufilm Uno scampolo di paradiso vince il Premio della Giuria al Festival di Annecy. Dal 2008 dirige il progetto TAM (Teatro e Arti Multimediali) con il Palestinian National Theatre a Gerusalemme e il progetto La paura Sicura che coniuga teatro, cinema e nuovi media. Dal 2018 al 2021 è stato direttore della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino.

Tiziana Di Masi inizia la carriera nel 1998, alternando l’attività di attrice scritturata con spettacoli sul recupero della memoria storica. Contemporaneamente, dal 2000 al 2007, porta avanti un’intensa attività autoprodotta di teatro ragazzi. Dal 2007 al 2009 si spinge nell’ambito gastronomico con produzioni innovative legate alla cultura e alla storia del cibo, con Massimo Montanari e Carlo Lucarelli. Nel 2008 porta in scena, con la chef Aurora Mazzucchelli e la maitre Benedetta De Prà, “Escargot e… brachetto!?!, prima commedia sull’alta cucina interpretata da sole donne. Dal 2008, Tiziana Di Masi indirizza il proprio teatro civile verso la promozione attiva di una cultura della legalità, collaborando con il giornalista d’inchiesta Daniele Biacchessi e il pianista Gaetano Liguori. Nel 2010, in collaborazione con l’associazione Libera, avvia un progetto di teatro civile-gastronomico che diventerà uno spettacolo, Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida, sulla storia delle cooperative di Libera Terra, tuttora in scena e con all’attivo circa 170 repliche effettuate in tutta Italia. Nel 2011 mette a punto un format innovativo che coniuga narrazione teatrale e inchiesta giornalistica, Voce alle parole – alla scoperta del giornalismo d’inchiesta che “minaccia” le mafie. Dal 2011 è nel direttivo di Arci Ponti di Memoria, il primo network in Italia che riunisce giornalisti, scrittori, artisti e musicisti impegnati sul tema della memoria e dell’impegno sociale. Nel 2013 debutta il suo ultimo spettacolo, Tutto quello che sto per dirvi è falso, dedicato al tema della contraffazione e del mercato del falso, promosso da Regione Veneto e patrocinato da alcune delle principali istituzioni (Commissione europea, ministero dello Sviluppo economico) e associazioni nazionali ed europee nell’ambito produttivo, della tutela dei consumatori e dei lavoratori.

Kay Mc Carthy viene considerata l’ambasciatrice del folk irlandese in Italia. Nasce a Dublino ma si trasferisce a Roma, dove si sposa con il musicista Piero Ricciardi e prende la cittadinanza italiana[2]. Negli anni settanta comincia a presentare la sua personalissima “Irlanda in musica” e la cultura gaelica dell’isola, prima al pubblico del Folkstudio di Roma, poi, al pubblico di ogni regione d’Italia; incide il suo primo 33 giri nel 1978.. Nel 1982 pubblica il secondo album per l’RCA Italiana ed effettua un tour come supporto dei Chieftains. Il terzo album viene pubblicato nel 1995, mentre il quarto è allegato al settimanale Avvenimenti e supera le centomila copie vendute. Dopo il cambio di casa discografica ed il passaggio alla Storie di note incide un album nel 2004 e l’anno seguente pubblica il suo primo live; successivamente viene pubblicata dalla sua vecchia etichetta una raccolta di suoi brani, Quintessence. Nel 2013 per la prima volta Kay McCarthy canta in italiano, pubblicando l’album L’amore tace. Laureata in storia moderna e in lingua e letteratura italiana in Irlanda, in lingue e letterature moderne in Italia, accompagna i suoi numerosissimi concerti con il suo gruppo The Kay McCarthy Ensemble e recital in duo con Piero Ricciardi, percussionista dell’Ensemble, con commenti sagaci, ben-informati, spesso ironici, sugli irlandesi e la loro controversa storia plurisecolare. Tuttora vive a Montefiascone.

Elena Guerrini nasce a Grosseto, è attrice e autrice, performer, regista e scrittrice. Ha frequentato il D.A.M.S. di Bologna dove si è laureata in Metodologia della Critica dello Spettacolo, iniziando gli studi attorali seguendo nel 1993 il Seminario per il Programma Erasmus condotto da Paolo Franzato. Per un anno ha studiato Film and Communication Studies alla Coventry University in Inghilterra. In seguito è stata allieva di Leo De Bernardinis, Marco Baliani, Thierry Salmon, Danio Manfredini, Judith Malina, Gregory Glady, Dario Fo, Franca Rame, Yoshi Oida, Luca Ronconi, Wim Vandekeybus. Ha collaborato con le maggiori realtà di teatro ricerca italiane, iniziando la carriera nel 1994 con il Teatro Valdoca di Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri, nello spettacolo Ossicine (1994) e in Fuoco Centrale (1995), debuttando al festival di Santarcangelo. Ha fatto parte come attrice-creatrice della compagnia di Pippo Delbono in tutti gli spettacoli da Barboni (premio UBU) a Urlo, con tournée in Sudamerica, Canada, Russia, nei teatri di Parigi, Israele e Palestina. Ha partecipato a film di Pupi Avati, Pappi Corsicato, Giuseppe Bertolucci, Alfonso Arau e di Paolo Virzì. Scrive e racconta le sue narrazioni di teatro civile.

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